Morti sul lavoro

di Giorgio Langella         Le lavoratrici e i lavoratori morti nei luoghi di lavoro da inizio anno al 15 novembre 2018 sono 634, pari al totale dei morti sul lavoro del 2017.    L'aumento dei decessi è spaventoso. E' la dimostrazione brutale dell'indifferenza, del menefreghismo e della incapacità di chi governa di affrontare il problema con determinazione e severità.   La sicurezza sul lavoro ormai è considerata un costo. Ma quanto vale una vita? Quanto vale un'invalidità? Per lorpadroni molto poco. Lavoratrici e lavoratori sono considerati, da loro, come pezzi di ricambio di una macchina che serve solo a produrre soldi per i ricchi. Per lorpadroni sono "oggetti" che possono e devono essere sfruttati fino alla consunzione.   Questo è il capitalismo trionfante. Un sistema spaventoso di fronte al quale non solo possiamo, ma dobbiamo reagire. Pretendere e non chiedere perché, sappiate, nessun padrone ci regalerà mai qualcosa se non gli conviene.   Dobbiamo essere noi (che viviamo del nostro lavoro) a dover lottare per riconquistare quei diritti che i padroni e i governi a loro asserviti ci hanno tolto.   A schiena diritta e guardando in faccia l'avversario ricominciamo a lottare per un maggiore tempo libero e per un lavoro sicuro, ben retribuito, meno faticoso e non alienante. Il progresso, l'innovazione tecnologica, la robotica devono essere nostri, devono creare benessere a chi lavora e non di chi guadagna sfruttando il lavoro altrui.