IL VIRUS SI SCONFIGGE CON IL SOCIALISMO

No, non stiamo scherzando. E non lo diciamo noi, lo dicono i fatti. Ecco come i paesi socialisti hanno affrontato (e stanno affrontando) il virus: 1) CINA - Lockdown e tamponi a tappeto La situazione nel gigante orientale è praticamente tornata ai livelli pre-covid. La ricetta? Com'è stato possibile? La ricetta cinese è tracciamento rigoroso, tramite tamponi a tappeto. Oltre 160 milioni di tamponi effettuati, intere città testate, laddove si riscontrassero dei casi positivi, anche asintomatici, con un conseguente lock down mirato: un esempio è la città di Quindgao, nella quale furono trovati una decina di positivi e in quattro gironi furono testate 11 milioni di persone. Ha funzionato? Pare proprio di sì. Wuhan in questo momento è tornata alla normalità e quest'estate più di mezzo milione di Cinesi hanno viaggiato in lungo e in largo per tutto il paese. Tutto questo è stato possibile grazie ad un sistema sanitario pubblico, gratuito e capillarizzato. 2) VIETNAM - Sacrificio ed efficienza Il paese condivide confini e scambi con la Cina, ne ha condiviso anche le procedure, in particolare il "pool testing": in pratica, per risparmiare i reagenti preziosi, questi vengono utilizzati su piccoli gruppi di tamponi; se il gruppo risulta negativo, tutto a posto, altrimenti si passa al tampone singolo per chi compone il gruppo. Tale tecnica si è rivelata efficiente in Cina e anche in Vietnam, dove l'uso della tecnica è stato massivo. Oltre a questo, il governo ha operato la chiusura dei confini, grande sacrificio per un paese molto turisrico, e lockdown mirati. Il Vietnam ha resgistrato, in questo modo, poco più di 1100 casi e 35 decessi. Tutto questo è stato possibile grazie ad un sistema sanitario pubblico, gratuito e capillarizzato. 3) CUBA - Programmazione e solidarietà La grande isola caraibica, nonostante un embargo che la opprime da 60 anni, ha ottenuto il miglior risultato nella battaglia contro il virus in tutta l'America Latina (e in proporzione, anche migliore degli USA). Il governo cubano ha controllato gli ingressi nell'isola, ma non ha rifiutato il ricovero e l'accoglienza ai passeggeri di navi europee. Non solo, l'eccellenza delle università di medicina cubana, ha portato nel corso degli anni alla creazione di migliaia di medici, che hanno potuto seguire non solo gli oltre 6600 casi accertati nell'isola (registrando poco più di 120 decessi), ma anche quelli di altre nazioni bisognose, grazie alla "brigata medica Henry Reeve", voluta dallo stesso Fidel Castro. La brigata ha operato in America Latina, in Africa e persino in Europa: ad Andorra e nel nostro paese, a Crema e a Torino. È stata, inoltre, recentemente candidata al Nobel per la pace. Tutto questo è stato possibile grazie ad un sistema sanitario pubblico, gratuito e capillarizzato.

Contattaci all’indirizzo: pdci.verona@gmail.com 

Nuova sede nazionale del PCI - Campagna di sottoscrizione straordinaria

Il Partito Comunista Italiano a breve avrà una nuova sede nazionale a Roma. Sarà in via Vacuna, 37/39/41/43, a breve distanza dalla stazione ferroviaria Tiburtina.   Il partito a questo proposito ha lanciato una campagna straordinaria di sottoscrizione, cui si può aderire con un bonifico all'iban:   IT72O0871674442000020096630   (il quinto elemento è la vocale O e il sesto è il numero zero)   Si può contribuire anche con piccole cifre, tutto serve. Invitiamo compagne e compagni ad aderire a questa importante sottoscrizione.