Attualità

due articoli di Giorgio Langella e di Dennis Vincent Klapwijk

      Il "nuovo capitalismo" quello della precarietà all'estremo, della cancellazione di qualsiasi diritto, quello "globale", "moderno" ... chi più ne ha più ne metta, si palesa in maniera spudorata e terribile.   E' di poco fa questa notizia (cfr ilfattoquotidiano.it):
Glovo compra Foodora e licenzia in massa i suoi 2mila rider. Possono ricandidarsi ma addio garanzie minime
Gig economy - Primo licenziamento collettivo dei fattorini, perderanno co.co.co e garanzie minime
Quando tra qualche mese Glovo, la multinazionale spagnola del cibo a domicilio, completerà l’acquisto della tedesca Foodora, in Italia si assisterà al primo licenziamento collettivo di rider della storia nazionale. Dopo la fusione, infatti, Foodora chiuderà bottega nel nostro Paese e interromperà il contratto di lavoro con tutti i suoi circa 2mila fattorini. Saranno mandati a casa e non potranno opporsi: dovranno restituire lo zaino rosa e cercare un nuovo impiego.
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Interpellati dal Fatto, hanno finalmente svelato le intenzioni: “Foodora – spiegano da Glovo – rispetterà tutti i contratti in essere dei rider finora in forze continuando le attività. A seguito della chiusura del servizio di Foodora tutti gli ex rider Foodora saranno liberi di candidarsi come glovers, senza nessuna limitazione”. Insomma, perderanno certamente il posto presso Foodora, con le sue tutele minime. Però possono consolarsi: se vorranno diventare collaboratori occasionali di Glovo, non sarà vietato loro di provarci. “Come è umano lei!”, direbbe Fantozzi.

Ecco come va il mondo nel tempo che stiamo vivendo. Nessuna garanzia, nessun diritto soprattutto per chi lavora. Solo lavori servili se il padrone vorrà. E tutti zitti, altrimenti se ne trovano altri cento disposti a farsi sfruttare. Una società mostruosa, che fa a pezzi la Costituzione e qualsiasi barlume di giustizia sociale o meno.   Intanto si parla di sicurezza (ma non quella sul lavoro, per carità, quella è un costo), di pericolo portato dagli immigrati, di conflitto lavoro-ambiente, di privatizzare tutto il possibile. Viviamo in un sistema inumano, nel quale tentano di farci credere che "progresso" sia sinonimo di "profitto".
Ma domandiamoci, dobbiamo diventare schiavi? Dobbiamo arrenderci? Vogliamo farlo?
Credo proprio di NO. Dobbiamo rialzare la testa. Dobbiamo unirci a iniziare da noi comunisti contro la barbarie, tentiamo di portare il nostro ordine là dove il capitalismo genera disordine, caos e ingiustizie. Lasciamo da parte i miserabili distinguo sul nulla. Guardiamo gli obiettivi, la prospettiva di cambiamento che dobbiamo avere. Come comunisti LOTTIAMO.
Sappiamo  che lo dobbiamo fare e che sarà difficile e pericoloso farlo. Che i tempi saranno lunghi per, almeno, ricostruire quello che abbiamo perso o ceduto a questo capitalismo cialtrone che ci opprime. Non abbiamo niente da perdere tranne che le nostre catene. Compagne e compagni, al lavoro e alla lotta.   Giorgio Langella   GLOVO - FOODORA: FREGATURE A CHI LAVORA   Foodora non vede le condizioni per restare ad operare nel territorio italiano, quindi sbaracca e vende tutto a Glovo, colosso spagnolo. Fin qui nulla di strano, due aziende di consegna cibo a domicilio che chiudono un accordo.    Ma i 2000 riders (i poveri disgraziati che girano con qualsiasi tempo in bicicletta, "zainetto" e pettorina a prendere e portare cibo dai ristoranti ai clienti) di Foodora restano fregati. Come sappiamo lo sfruttamento dei riders è una delle piaghe recenti nel mondo del lavoro, dato dalla disperazione di molti giovani e non più tanto giovani che devono racimolare qualche soldo e quindi si mettono a pedalare.
Sono considerati lavoratori autonomi o, nella migliore delle ipotesi, Co.co.co (parasubordinati) ed era il caso di Foodora, che aveva stabilito anche retribuzioni fisse.
Glovo stravolge tutto, non assume in automatico i 2000 riders in quanto non sono veri e propri dipendenti di Foodora e concede semmai di candidarsi per riottenere il posto di lavoro ma alle nuove condizioni di Glovo.
Tralasciando il disgusto per la pratica capitalistica di profitto sulle disgrazie altrui, ovvero sulla pelle di quelle persone che devono sopravvivere, viene da chiedere cosa succederà adesso. In teoria i sindacati confederali avevano voluto includere i riders nel CCNL, e persino Di Maio aveva accennato al problema (a Luglio, rimandandolo poi a Settembre, anche se ci è sfuggito quel passaggio settembrino ed eventuale affronto del problema). Quindi?

Evidentemente ci saranno situazioni diverse, dalla rassegnazione, sempre più diffusa, ad alcune lotte. Già da tempo i riders erano in lotta per i loro diritti. E in quelle lotte la FGCI sarà presente, come sempre.   Dennis Vincent Klapwijk, Resp. Lavoro FGCI   FONTI   https://www.huffingtonpost.it/2018/11/09/glovo-acquista-foodora-e-manda-a-casa-2000-rider-potranno-candidarsi-ma-alle-nostre-condizioni_a_23584428/?ncid=other_topnaventr_coabgdcpxri&utm_campaign=topnav   http://www.today.it/economia/contratto-lavoro-rider.html